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FABRIZIO COPPOLA: Il ritorno con un disco non registrato, ma suonato solo live #FabrizioCoppola

  • Immagine del redattore: Redazione
    Redazione
  • 8 nov 2016
  • Tempo di lettura: 2 min


FABRIZIO COPPOLA

TORNA DAL VIVO DOPO DUE ANNI PER ESEGUIRE I NUOVI BRANI DI "ISMAELE", UN DISCO CHE NON VERRA' REGISTRATO, MA SOLO SUONATO IN CONCERTO.

11 novembre - Arci Bellezza, Milano

13 gennaio - Arci Tambourine, Seregno (MB) Con G. Dottori

28 gennaio - Arci Pintupi, Verderio Inferiore (LC)

A cinque anni di distanza dal suo ultimo disco, Waterloo, e a tre dal suo esordio come scrittore con il romanzo Katana, Fabrizio Coppola torna a esibirsi dal vivo per presentare le canzoni del suo nuovo progetto, Ismaele. Ismaele non è un disco, è una raccolta di canzoni che per il momento esisteranno solo quando l'autore le eseguirà dal vivo.

"Alla fine del tour di Waterloo mi sono preso una lunga pausa, avevo bisogno di un po' di tempo per sgomberare la mente. Dopo più di dieci anni di attività, ho sentito il bisogno di azzerare il tutto e di provare molto lentamente a immaginare un modo per continuare a fare il musicista, cercando però di concentrarmi solo sugli aspetti positivi. Le aspettative troppo alte, se non sono soddisfatte, chiedono un prezzo. C'è voluto del tempo, ma ora sono pronto a ricominciare, in modo diverso rispetto a prima: così ho deciso di portare in giro una manciata di nuove canzoni, che ho scritto negli ultimi quattro anni, perché suonare dal vivo è ancora una delle cose più belle della mia vita. Poi penserò a registrare questa raccolta di canzoni, che per ora ha il titolo di Ismaele, ma non ho alcuna voglia di rimettere in piedi la classica routine scrittura/registrazione/promozione/concerti. Mi piace molto l'idea che queste canzoni per qualche tempo non esisteranno se non quando ve le suonerò. Si faceva così, prima del giradischi. Quindi se vorrete ascoltarle dovrete uscire di casa. Voglio riappropriarmi della musica come esperienza reale e condivisa, umana, fatta con e per le persone. Quelle di Ismaele sono tutte canzoni d'amore, si può dire. Mi sono concesso una maggiore libertà di scrittura, lasciando che le canzoni mi conducessero dove volevano, invece di scrivere con un obbiettivo in mente, com'è stato per Waterloo, ad esempio. Ed è venuta fuori questa vena sentimentale, che mi sento in grado di maneggiare serenamente, ora che ho passato i quarant'anni. Le presenterò in una serie di concerti, senza il bisogno di farne mille, con l'intenzione di rendere speciale ogni serata. Sarò da solo con le mie chitarre e la mia voce.

 
 
 

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